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Giuseppe Mastrocinque

Sono un Attore ed Actor-coach. La mia formazione è avvenuta nel triennio 1987/1989 presso “La Bottega del Mezzogiorno” del Teatro Cilea di Napoli, diretta da Antonio Casagrande. Di li a qualche anno cominciai quasi ininterrottamente la carriera di attore professionista.

Contestualmente alla esperienza di attore, nel 2006 fui chiamato dal centro di produzione Rai di Napoli, come Actor Coach della serie televisiva “ La Squadra” in onda su RAI 3 dove restai fino alla chiusura che avvenne nel 2011, quando ormai passò a chiamarsi “La Nuova Squadra”, dove collaborai come Coach con numerosi attori del calibro di Marco Giallini, Ambra Angiolini, Tony Sperandeo, Rolando Ravello e Pietro Taricone, questi tra i più noti.

Attualmente insegno in diverse scuole di cinema a Napoli e provincia scoprendo e lanciando diversi giovani attori nel panorama cinematografico italiano.

Il mio avvicinamento alla filosofia ed alla pedagogia orientale, hanno dato un forte contributo alla mia crescita di formatore, introducendo principi come: “Il riconoscimento della natura attoriale in tutti noi” e “La teoria del valore”. Ritengo che in tutti noi esista una “natura attoriale” latente, capace di essere risvegliata dalla nostra passione, attraverso un percorso “emotivo regressivo” basato su una attività ludico-laboratoriale, volta a riappropriarsi di quella “innocenza-incoscienza” del gioco simbolico , tipica dell’età evolutiva. Tutti abbiamo giocato al “se fosse” e fatto questa esperienza, pertanto abbiamo tutti memoria di quanto vissuto, o per dirla alla E. Berne, padre dell’analisi transazionale: “tutto viene registrato”, o meglio ancora se riportiamo le conclusioni alle quali giunse W. Penfield, neurochirurgo americano, che affermò: << il cervello assolve tre funzioni: 1) registrare; 2) ricordare; 3) rivivere>>.

Pertanto, dal momento che tutto è “registrato”, ora bisogna lavorare sul riappropriarsi di quella esperienza di “innocenza-incoscienza” che, le eccessive sovrastrutture adulte ci hanno fatto perdere. Se non pensassi fortemente e sinceramente questo dei miei allievi, personalmente ritengo che non potrei mai insegnare.
Tutto quanto in breve, per cercare di trasmettere la mia passione e la mia formazione di insegnante che, ormai da circa dieci anni, è entrata a far parte della mia vita.
Così come il rapporto che cerco di avere con tutti i ragazzi che si avvicinano a questa professione, cercando di formare, mettendocela tutta, individui che, anche se non dovessero mai intraprendere questa professione, saranno sicuramente persone di “grande valore”.

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